Mithra
BACKGROUND
Mithra (Avestan Miθra, in persiano moderno مهر Mihr, Mehr, Meher) è una divinità importante e un concetto divino (Yazata) nello zoroastrismo e nella storia/cultura iraniana.
Mithra discende, come la divinità vedica Mitra, da una comune entità proto-indo-iraniana chiamata mitra (trattato, legame).
| Altri nomi | Mitra |
| Anno di Origine | 1600 a.C. |
| Luogo | - |
| Genitore(i) | Anahita |
| Partner(s) | - |
| Figli | - |
| Aspetti della Divinità | - |
| Maggiori Luoghi Di Culto | Kangavar nell’Iran occidentale |
| Periodo di attività del culto | 1600 – 450 a.C. |
La parola proto-Indo-iraniana mitra – significa sia “patto, contratto, giuramento, o trattato” sia “amico”. In linea generale, quindi, si tende a vedere Mithra come un dio che patrocinava alle alleanze. Gli Iraniani tendono a riconoscere il dio nella prima interpretazione, mentre gli indiani nella seconda . La parola è composta dalla radice -mi “legare” e dal “suffisso-strumentale”-tra. Un contratto rappresenta infatti un vincolo, che le parti sono costrette a rispettare.
Le prime tracce di Mitra / Mithra si possono trovare nel trattato di pace stipulato dagli Ittiti e del regno Hurrita di Mitanni a sud-est del lago di Van, nel 1400 aC circa. Mitra / Mithra appare in compagnia di Varuna, di Indra e i cavalieri gemelli (Ashwini gemelli), di Nasatyas, a rappresentare i cinque esseri invocati come testimoni e custodi del patto.
MITHRA NEL ZOROASTRISMO
Le riforme di Zoroastro mantennero le moltitudini di divinità pre-zoroastriane, riducendole in una complessa gerarchia di “immortali” che, sotto la supremazia del Creatore Ahura Mazda, divennero sia ahuras sia daevas. In questo schema, Mithra è un membro della triade ahurica, protettore di Asha, l’ordine dell’universo. Mithra è inoltre il protettore della verità e della giustizia e la sorgente di luce cosmica. In persia Mitra divenne noto anche come Meher.
Mithra non è presente nelle Gàthà di Zoroastro (Zarathustra), ma appare nelle più recenti Yashts dell’Avesta (Campbell p 257). Lì, Mithra diviene protagonista della creazione. “Io lo creai” dichiara Ahura Mazda a Zoroastro, “perchè fosse degno del sacrificio e degno nella preghiera come me” (Campbell, loc. Cit.). Negli Yashts, Mithra guadagna il titolo di “Giudice delle Anime” e gli viene concesso il dominio sul benessere della razza umana (che condivide con il Creatore). Mithra occupa una posizione intermedia nella gerarchia zoroastriana come il più grande degli yazata, creato da Ahura Mazda (più tardi chiamato Ormuzd tra i persiani) in modo da aiutare nell’opera di distruzione del male e nell’amministrazione del mondo. Egli è il rappresentante divino del Creatore sulla terra, protettore dei giusti dalle forze demoniache di Angra Mainyu (Ahriman in persiano).
MITHRA NELLA CULTURA IRANIANA
Mentre nell’antico Zoroastrismo Mithra veniva visto come una creazione di Ahura Mazda, nella cultura persiana, Mithra “evolve” divenendo l’incarnazione di Ahura Mazda e, nel suo ruolo di ‘giudice delle anime’, il dispensatore di bene e il distruttore del male. Mithra era considerato onnisciente, infallibile, eternamente vigile e continuamente in movimento.
Allo stesso modo, mentre nel Sirozeh, Mithra è indicato come Dae-pa-Meher, o Creatore di Meher, questa separazione tra ‘Meher’ e il ‘Creatore di Meher’ viene meno nei testi successivi e le loro caratteristiche distintive si fondono tra loro. Mithra, ora diventato “Meher”, è anche il rappresentante della verità e della giustizia, e, a livello fisico, la divinità dell’aria e della luce. Come nemico delle tenebre e degli spiriti maligni, protesse le anime, accompagnandole e guidandole in paradiso. Come calore che accompagna la luce, Mithra venne associato alla crescita e alla prosperità.
Il culto di Mithra si diffuse prima con l’impero dei Persiani in tutta l’Asia Minore e successivamente con l’Impero di Alessandro e dei suoi successori.
Dal 3 ° secolo aC, Mithra venne identificato come il figlio di Anahita, una madre-entità non menzionata nelle Gàthà dei primissimi testi Avesta, ma descritta nel quinto Yasht dei testi più recenti come “l’ampia espansione e colei che da salute “. Il più grande tempio connesso al culto di Mitra è il tempio Seleucide a Kangavar nell’Iran occidentale (200 aC), dedicato a “Anahita, l’Immacolata Vergine Madre del Dio Mitra”, anche se nessuna prova storica supporta ancora questo fatto.
I principi dei Parti armeni erano sacerdoti ereditari di Mitra e un intero distretto venne dedicato al culto di Anahita. In Armenia vennero eretti molti templi in onore di Mithra, i quali rimasero le roccaforti ultime del culto Mitraico Mazdaista fino alla conversione nel primo regno cristiano ufficiale.



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