Ishtar
BACKGROUND
La controparte assiro-babilonese della Inanna sumera è anche affine alla dea semitica Astarte. Anunit, Atarsamain e Esther sono nomi alternativi per Ishtar.
Ishtar è una dea della fertilità, dell’amore e della guerra. Nel pantheon babilonese, “era la personificazione divina del pianeta Venere”.
| Altri nomi | Inanna |
| Anno di Origine | - |
| Luogo | Assiria, Babilonia |
| Genitore(i) | - |
| Partner(s) | - |
| Figli | - |
| Aspetti della Divinità | Fertilità, sesso, prostituzione |
| Maggiori Luoghi Di Culto | Erech, Mesopotamia |
| Periodo di attività del culto | - |
Ishtar era soprattutto associata alla sessualità: nel suo culto si praticava la prostituzione sacra, la sua città santa Erech veniva chiamata la “città delle cortigiane sacre”, e lei stessa era la “cortigiana degli dei”.
Ishtar era la figlia del peccato o Anu. Veniva fortemente venerata a Ninive e Arbela (Erbil).
MITOLOGIA
Secondo il mito Inanna, poteva tornare dagli inferi solo se lasciava qualcuno al suo posto. I demoni la seguivano per assicurarsi che rispettasse i patti. Tuttavia, ogni volta che Inanna si imbatteva in qualcuno, diventava suo amico e lo lasciava libero di andare.
Giunta finalmente a casa, scoprì il marito Dumuzi (Tammuz in babilonese) seduto sul suo trono, privo di vita. Inanna si arrabbiò molto perchè i demoni decisero di prendere il suo amato. La sorella di Dumuzi, Geshtinanna, addolorata decise di trascorrere metà anno negli inferi, durante i quali Dumuzi avrebbe potuto vagare libero.



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