Il nuovo film di Sacha Baron Cohen, il Dittatore, ha come obiettivo principale quello di mettere in luce le somiglianze tra la dittatura e la falsa democrazia a cui sono sottoposti i cittadini del cosiddetto mondo “sviluppato”.
Se osserviamo il film con più attenzione ci accorgeremo che ci sono altri spunti di riflessione, utili a delineare e sottolineare le modalità con cui si sta attuando il piano per un Nuovo Ordine Mondiale.
IL DITTATORE
Aladeen è il capo supremo di uno Stato africano, Wadiya e rappresenta lo stereotipo di “dittatore/terrorista” arabo alla quale i media ci hanno abituato (Gheddafi, Hussein ecc). Dispone di ingenti ricchezze, grazie al petrolio e ha potere di vita e di morte sui suoi sudditi. E’ manifestamente ignorante, maschilista e malato di sesso. A causa delle pressioni internazionali, dovute all’inizio del programma nucleare, è costretto a partire per gli Stati Uniti e tenere un discorso all’ONU.
“Supremo leader, la suite è stata ristrutturata secondo le tue indicazioni” Da notare la pavimentazione massonica, uno dei più importanti simboli elitari presente in quasi tutte le opere di propaganda illuminata
Poco dopo lo sbarco negli Stati Uniti, Aladeen, viene rapito per essere torturato ed infine ucciso. Affinchè il corpo non venisse riconosciuto, l’agente della Cia incaricato dell’attentato, decide di tagliarli la barba. Questo permetterà al dittatore di fuggire salvandosi così da morte certa. Siamo di fronte ad una parte molto importante del film: similmente al mito di Sansone, al quale vennero tagliati i capelli in modo che perdesse la sua forza prodigiosa, così viene tagliata la barba ad Aladeen, cosa che causerà in lui una perdità di identità fisica (nessuno lo riconoscerà più come il Dittattore) e psicologica (non essendo più “legittimato” a comportarsi come un tiranno dovrà scendere a compromessi con la sua natura).
Sansone, ingannato dai filistei, rivela il segreto della sua forza
Aladeen viene privato della sua barba che, di fatto, rappresentava un simbolo di riconoscimento e potere
Come Sansone perse i suoi lunghi capelli (simbolo di sottomissione allo spirito Divino) così il protagonista perde la sua barba subito dopo lo sbarco negli States. Il film utilizza questo ottimo parallelo per farci capire come Aladeen, convinto a partecipare alla riunione dell’ONU, abbia “abbandonato” la lotta contro l’imperialismo occidentale (gli Stati Uniti vogliono il petrolio) e Israele importante alleata degli Usa. Se vogliamo scendere ancora più in profondità la barba rappresenta le apparenze su cui il mondo si basa sempre di più. Chi è Aladeen senza barba? Nessuno o meglio un potenziale terrotista arabo.
Aladeen cerca di farsi riconoscere, ma viene preso per pazzo. Senza la sua preziosa barba è uno dei tanti
ZOEY LA FEMMINISTA E ALLISON BURGERS
Aladeen viene aiutato da Zoey una giovane femminista che protesta proprio contro il regime dittatoriale presente a Wadiya. Ecco il secondo cambiamento del dittatore: dopo aver perso la barba cambia nome in Allison Burgers (un nome femminile).
Sono tette? Pensavo fossi maschio. La battuta di Aladeen sottolinea come l’attuale femminismo sia in realtà un orribile tentativo di far somigliare le donne agli uomini
“Siamo una cooperativa no profit vegana e femminista all’interno di una struttura anti razzista anti oppressiva per gente di tutti i generi o senza genere. [...]!”
Zoey descrive in questo modo il suo “Collettivo Terra Libera” una democrazia, come da lei definita…basata però sulle divisioni! Questa scena del film in particolare, fa capire quanto le organizzazioni no profit, l’ambientalismo “green” tanto di moda ultimamente, siano in realtà strumenti con i quali il sistema ci sottomette e divide. Veganesimo, Femminismo, Movimento Gay, Sionismo, sono tutte ideologie spinte dalle elite per creare profonde divisioni tra le persone.
Da persona gentile e disponibile, Zoey mostra la propria vera natura, sgridando e riprendendo Aladeen/Allison non appena quest’ultimo evidenzia (sgarbatamente/ironicamente) l’attività della ragazza.
L’evidente disabilità di questa donna suscita l’ironia di Aladeen che viene immediatamente zittito da Zoey. Quanta ipocrisia si nasconde nel piazzare una donna mutilata a fare un lavoro dove servono le mani? Forse bisognerebbe chiedersi questo prima di dare ragione alla femminista.
Ad un certo punto Zoey, provocata nel profondo dal comportamento “poco rispettoso” di Aladeen, lo immobilizza storgendogli un dito.
Tra gli “Anti” non c’era anche Anti-Violenza? Veramente coerente e onesta questa femminista dell’ultima ora
Cominciate a capire che messaggio vuole trasmettere veramente questo film? Come già detto nei precedenti articoli, il sistema sta spingendo, attraverso mezzi propagandistici, quali la pubblicità e gli stessi film di cambiare il modello di uomo e di donna.
Mentre Aladeen (dittatore) rappresenta il tipico modello di uomo, maschilista e autoritario, Zoey è il nuovo modello di donna: votata al lavoro, femminista, con la volontà di somigliare in tutto e per tutto agli uomini.
Cuffietta, vestiti da lesbica, postura…ormai resta poco del “vecchio” dittatore.
La trasformazione è completata, Aladeen è ora un tipico maschio effemminato occidentale, sottomesso alla donna. Ormai in quasi tutte le opere cinematografiche vediamo questo “scambio” di ruoli tra uomo e donna: da una parte le donne vengono messe su un piedistallo e considerate ciò che non sono, dall’altra i maschi appaiono sempre più come ombre di se stessi, condizionati da un mondo femminile che ripudia la virilità ed è incline ad accettare l’omosessualità.
Proseguendo nel film, il “dittatore, si fa arrestare per sospetto terrorismo. Zoey paga la cauzione e intona una filippica agli agenti di polizia:
I ruoli sono completamente invertiti. Notare il dito puntato della giovane ragazza, simbolo del potere fallico e quindi maschile (in precedenza utilizzato solo dal Dittatore)
Aladeen/Allison, riconoscendo in Zoey la sua stessa natura, se ne innamora. Per questo, dopo qualche tentativo fallimentare, il dittatore riesce a fare breccia nel cuore della giovane femminista. Dato che il negozio stava andando in fallimento Aladeen porta “ordine nel chaos” rendendo efficace ed efficiente il lavoro dei dipendenti.
“Piedistallo”. Zoey viene raffigurata come una santa, una Giovanna D’Arco moderna
Il dittatore è diventato un dandy
L’INCONTRO CON L’ONU
Aladeen partecipa alla riunione dell’Onu, mandando a monte i piani del fratello, il quale voleva innestare una “democrazia all’americana” sostituendo la tirannia e ammansendo così il popolo al limite della sopportazione. E’ curioso notare le “interpretazioni” date dai giornalisti, in particolare quella rivolta ad un gesto inequivocabile da parte di un uomo d’affari cinese.
Al di là dell’ironia insita nell’immagine, la scena sembra voler dimostrare come i media diano interpretazioni sbagliate e fuorvianti rispetto alla realtà dei fatti e degli avvenimenti che accadono in giro per il mondo. Allo stesso modo le persone hanno un metro di giudizio totalmente inesistente basato su ipocrisie ed illusioni, tanto dal non essere capaci di distinguere neppure l’ovvio.
Infine, Aladeen, spiega chiaro e tondo il motivo del perchè non vuole una democrazia:
“Questa costituzione non è altro che una licenza per le compagnie petrolifere e gli interessi stranieri per distruggere la mia amata Wadiya.”
“Perchè siete tanto anti dittatori? Immaginatevi l’america come una dittatura. Potreste lasciare all’1% del popolo tutta la ricchezza della nazione. Potreste fare i vostri amici ricchi ancora più ricchi tagliando loro le tasse. Potreste ignorare le esigenze dei poveri come salute ed istruzione. I vostri media sembrerebbero liberi ma segretamente controllati da una persona e dalla sua famiglia. Potreste intercettare i telefoni. Potreste torturare stranieri prigionieri. Potreste avere le elezioni truccate. Potreste mentire sul perchè andate a fare la guerra. Potreste riempire le prigioni con un gruppo razziale di un certo tipo e nessuno protesterebbe. [...].
Questo ultimo discorso è molto significativo perchè è il perfetto sunto della situazione dei vari governi occidentali: sotto una apparente e ridente democrazia si cela una tirannia destinata, in tempi brevi a culminare in un Nuovo Ordine Mondiale.
Aladeen, però, intenerito dallo sguardo di Zoey decide di introdurre, comunque, una “vera democrazia” nel suo paese. Come possiamo notare, proseguendo nel film, non si tratta di una reale democrazia, ma della famigerata “democrazia all’americana” , con programmi televisivi alla occidentale e i soliti sistemi elettorali truccati.
Una trasmissione televisiva, molto simile a quelle occidentali. La “democratizzazione” investe tutti i campi, soprattutto quello dei media, rendendoli esteticamente appariscenti ma privandoli di qualsiasi contenuto. Sono inoltre dei mezzi propagandistici potentissimi in mano al padrone.
Aladeen ha ottenuto il 98% di voti favorevoli….Democrazia?
Come ciliegina sulla torta, veniamo a scoprire che Zoey è ebrea:
CONCLUSIONE
Il dittatore, è un film comico, molto spassoso e divertente. Se però decidiamo di osservarlo con gli “occhi giusti” ci apparirà davanti una trama che conosciamo bene. Il duo Usa/Israele che cerca di “democratizzare” i paesi del medio oriente, il tentativo di modificare i modelli uomo e donna e l’unione finale tra Goyim ed Ebrei. Le due parti in gioco, il dittatore arabo e la femminista/green sono le due “scelte apparenti” a cui siamo sottoposti quotidianamente: destra o sinistra? semita o antisemita? Femminista o Maschilista? Sono i due addendi che ci fornisce il sistema e che ci illudono di avere una possibilità di scelta. Uscite dagli schemi, non esistono solo le possibilità che il sistema vi mette davanti. Esse saranno sempre condizionate e corrotte in base agli scopi dell’elite.
Il modello di uomo maschilista rappresentato da Aladeen e il modello di donna femminista rappresentato da Zoey non sono altro che frutti partoriti da un sistema malato. Attraverso queste opere cinematografiche il pubblico viene spinto a scegliere da che parte schierarsi: il terrorista arabo, bruto e ignorante o la giovane veggy che ha a cuore le sorti dell’umanità? Fortunatamente il film sembra proprio rimarcare questa “divisione” sottolineando gli aspetti positivi e negativi dell’uno e dell’altra facendoci capire che sono pressochè identici.
Verrà il giorno in cui rischieremo ben più di un dito per la nostra opposizione nei confronti di sionismo, del movimento omosessuale e di tutte quelle minoranze in mano agli illuminati.





shady 5 agosto 2012
ciao,
Complimenti per il blog, ti offre una visione diversa a tanti fatti.
Secondo te perche questi illuminati si fanno sempre vedere attraverso i simboli massonici nascosti nei film , olimpiadi e cosi via?